lunedì 13 giugno 2011

Scrivere un post di successo (?)

Ma cosa cerchiamo quando scriviamo un post? Vogliamo offrire ai nostri lettori intuizioni, spunti, idee, proposte, argomenti sui riflettere e dibattere oppure vogliamo crogiolare il nostro ego ipertrofico ammirando le curve degli accessi al blog?

Dedico le dritte seguenti proprio proprio a questi narcisisti cronici (ok, ok, chi di noi blogger non lo è?).

Ordunque vediamo alcune caratteristiche inelubidili del post di successo.


· Attualità: intesa non per forza come la notizia del momento quanto temi che sono attualemente ai vertici dell’attenzione dei media sociali.
· Stile: che deve essere brillante, satirico, ironico, sfizioso, una boccata di aria fresca nelle morte gore di un ambiente di lavoro noioso e asfittico. I navigatori d’altronde amano girare ai loro amici qualcosa che può farli sorridere.
· Diffusione: lasciate con nonchalance il link del post nei blog più frequentati che hanno scritto su quel tema o già riflettuto su argomenti simili, postatelo di soppiatto sui wall dei vostri amici collezionisti seriali di amicizie digitali, segnalatelo compulsivamente su Tecnorati, Liquida, Stumble Upon, Digg e così via (rinuncio in partenza a proporre un elenzo esaustivo di tutti i siti di aggregatori o social content sharing)

Metteteci ovviamente i vostri tag e i link del caso, quanto basta come si dice in cucina, utilizzando parole diffuse ma non comuni e possibilmente sfiziose (mica del tipo “estetica razionale”). Fate un po’ di SEO casereccia facendovi aiutare da amici, parenti e conoscenti che sopportano stoicamente le vostre paturnie webiche. Mescolate il tutto in parti più o meno uguali a seconda del caso e avrete un post con la ragionevole speranza di essere letto da qualche centinaio di (malcapitati) navigatori. Così avrete goduto dei vostri 5 minuti di attenzione digitale e potrete andare a dormire tranquilli con il vostro narcisismo acquietato (temporaneamente, ça va sans dire).

Ma è proprio questo che cerchiamo dal web? Quanto tempo noi stessi perdiamo nel leggere post e link ripetitivi, superflui, strumentalmente polemici, sterili e incapaci di arricchire i nostri desideri di conoscenza? Affidarsi alle classifiche degli accessi ai blog di Tecnorati come di Google e Alexa è come ricadere nella vecchia logica pubblicitaria del “millions can’t be wrong”? Ci interessa proprio la milionesima sparata antiberlusconiana o il centesimo commento sull’uscita da Wired Italia di Riccardo Luna? Noi che navighiamo per ore ogni giorno, sentendoci tante volte migliori di chi spende il tempo a seguire passivamente la televisione, non siamo anche noi vittime di tecniche di autopromozione pubblicitaria webiche spiegate piuttosto bene in questo post di Tagliablog e in quest’altro di Comunicare sul web?

Quali possono essere invece i criteri per cercare contenuti pregnanti e non risolvere ogni navigazione in una perdita di tempo? Mi piace chiedere sul tema il parere dei miei 4 lettori e prometto loro che tra qualche giorno ci saranno le mie considerazioni a proposito.

6 commenti:

vito parisi ha detto...

ahimè si produce solo spazzatura. e quel che è peggio è che la motivazione è sostanzialmente una: pressapochismo di tanti (troppi) narcisisti.

i link vengono spesso condivisi basandosi unicamente sul titolo e l'abstract. perchè "fa figo" o perchè "è divertente" (almeno così crede chi lo fa).

questo se parli di facebook eti similaria.

peggio ancora se invece hai un tuo blog (che dopo un periodo di picchiata stanno tornando un auge). in questo caso è raro trovare non dico un'informazione ma un pensiero interessante. sono un riciclo di luoghi comuni e frasi fatte.

il problema è sempr elo stesso: tutti che vogliono scrivere senza avere qualcosa da raccontare

pizza carbonara ha detto...

io i post li faccio per puro narcisismo e sì, sono convinto che la fuffa che trovo in giro per il web sia più interessante perché l'ho trovata io

Biagio Carrano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Biagio Carrano ha detto...

Un commento mandatomi via facebook da Davide Tagliaerbe Pozzi (http://blog.tagliaerbe.com/): "Se parli di "content curation", penso sia la grande sfida dei prossimi anni: personalmente leggo (a livello di titoli...) 400-500 articoli al giorno, e ne trovo davvero interessanti forse 1/100..."

Anonimo ha detto...

post carino, ma scusa se mi permetto...hai giocato sul facile
insomma, hai un bello stile, sei ironico, ma ti sei un po' parlato addosso?
o sbaglio?
cmq spero solo che non trovi tutte le ispirazioni per scrivere unicamente in rete, altrimenti mi viene davvero da chiederti quando vivi la vita reale.
Niente tv e va bene (anzi benissimo), ma anche un po' di rete in meno...
Che dici, gli amici e le loro dannatissime esistenze operaie possono essere fonte di ispirazione?

Michele ha detto...

Un pezzo in penisola sorrentina­ ­: un lavoraccio ­ ­ma la gente non legge queste cose fatte bene­ ­.
Ho messo 007 che fa il film a sorrento­ ­... due ore dopo­, ­ tre minuti di lavoro­ ­
ed è piu visto­ ­.
Pero serve come immagine­ ­
lasciam perdere...­ ­
un lavoro di quattro ore non ha reso come contatti rispetto a uno di tre minuti­ ­.
Questo è il web bellezza!!!!­ ­
ahahh,­ ­ chi ti ricorda?­ ­