domenica 4 maggio 2008

La sinistra smentita dall'economia della conoscenza

Con questo post chiudo quelli politico-elettorali di questa fase e ritorno ai temi piu' specifici del blog.
Diciamo subito che non ha perso (solo) l'idea della Sinistra Arcobaleno. E' finita l'ipotesi politico sociale di rifondare-rielaborare l'esperienza storica del Partito Comunista Italiano. I risultati amministrativi ottenuti in centro Italia per decenni, una certa, storica, faticosa autonomia rispetto a Mosca, l'essere stato per decenni il partito che si definiva comunista (a mio avviso era assolutamente socialdemocratico) piu' votato al mondo in elezioni libere erano tutti fattori che potevano far immaginare una rielaborazione innovativa del fallimento storico dei regimi sovietici. Purtroppo, i politici che si erano chiamati a questo compito ambizioso erano ben poco attrezzati. Nelle rapide righe di un blog non entro in dettagli che chiederebbero volumi densi e pesanti, tuttavia ritengo che l'idea di qualsiasi forma di Rifondazione sia del tutto naufragata, smentita questa volta non dalla Storia ma piu' banalmente dagli elettori. Quelli che a sinistra continuano ad azzannarsi su questo tema sono come quegli eredi che litigano per come spartirsi la casa senza sapere che essa e' stata distrutta da un terremoto.
La questione politica del presente e' il lavoro cognitivo-simbolico-relazionale, di cui gran parte dei politici di sinistra non ha capito un cazzo.
Quindi la scomparsa in Italia della sinistra storica non e' un fenomeno passeggero, ma e' la conseguenza di una profonda trasformazione nelle modalita' e nell'idea stessa di lavoro. Resteranno ancora dei partiti che si considereranno addirittura comunisti ma saranno folclore colorato come quei papagalli domestici che ripetono le stesse parole da decenni.
Le sfide poste dall'economia della conoscenza attendono ben altre risposte.

1 commento:

Bèrto ha detto...

Mah... di certo c'e' una cosa: Veltrusconi il mito USA ce l'ha solo fin che gli fa comodo :) Al Gore quando ha perso molto meno di lui si e' ritirato a vita privata, il PierWalter ce lo beccheremo fin che morte non ci separi :))) Con buona pace delle sue masturbazioni mentali sulla sinistra all'ammaricana... insomma... sempre a livello di un Americano a Roma :))))

Piu' seriamente, il problema e' tutto italiano. Se la sinistra e' morta la destra non da segni di ripresa dal coma. IL risultato e' che sempre piu' persone fanno come me: lasciano che si votino da soli (pseudo-destri e pseudo-sinistri). Credo sia ora di invocare una sentenza Bosmann per i politici e poter finalmente votare Zapatero (o Blair & Co., per gli ultra-destri). Insomma chiunque, basta che ci liberi da questo squallore mentale italiota.

Forse dovremmo rifarci ai tempi dei Comuni medioevali e proporre che per legge i governanti debbano essere stranieri, come i Podesta' di allora. Il male dell'incapacita' mentale italiana e' antico, e non ha molto a che vedere con la crisi della sinistra e/o della destra. E' proprio che in Italia solo i Veltrusca si danno alla politica, gli altri si trovano un lavoro onesto :)

Per consolazione, volendo rimanere in eterno alle bande di Guelfi e Ghibellini, si puo' sempre dire che con la crisi che sta per iniziare molto meglio non esserci al governo. Nessun governo puo' fare niente per fermare la tsunami del dollari, ne' potra' fare altro che dire "obbedisco" se gli USA abboccano alla guantata che gli iraniani gli dato in faccia passando alle quotazioni in euro.

Il campo NATO si sta avviando allo sfacelo sia economico che militare, e a questo punto forse e' meglio non essere al governo quando arrivera' il prossimo 8 Settembre.

Perche' anche se i poteri dei satrapi italioti sono in effetti limitati a pensioni e ANAS (e a comprarsi la coca per i festini loro) quando arrivera' la botta nessuno li scusera' per questo. Li appenderanno ai lampioni, come se avessero deciso qualcosa loro (pseudo-destri o pseudo-sinistri che siano).

Quando non puoi fare nulla e' meglio non agitarsi. E' un momento in cui le correnti economiche che decidono tutte sono enormemente piu' grosse dei poteri di un assessorato (pardon, Ministero) al Pubblico Bobbolone. Quindi meglio accettare la realta'. L'Italia e' una nazione impotente (per situazione normativa internazionale) e come tale attira ai posti di potere solo quelli che sono interessati a quanto questi posti possono offrire: bustarelle e pensioni d'oro. Chi vuole "fare politica" la fa, ma di certo non la puo' fare presentandosi alle elezioni, e da qui... il fatto che i candidati siano tutti dei Veltrusca :) Ovvero gente che si accontenta di poco.